Denti del giudizio: cosa c’è da sapere

Denti del giudizio: tutto quello che devi sapere

I denti del giudizio, chiamati anche terzi molari o ottavi, sono gli ultimi elementi dentari ad erompere alla fine di ogni emiarcata. Devono il loro nome alla tarda età in cui erompono: tra i 18 e i 30 anni. Secondo alcuni studi, nel 73% della popolazione europea i denti del giudizio hanno difficoltà ad erompere per spazio insufficiente o per un orientamento del dente scorretto.

Questi molari sono una caratteristica ereditata dagli uomini primitivi che avevano una mascella più grande rispetto alla nostra e dovevano masticare cibi più duri come la carne cruda. Con l’evoluzione, l’alimentazione ha iniziato a comprendere cibi più morbidi che non richiedono una masticazione energetica, portando a rendere gli ottavi pressoché inutili.

Denti del giudizio e dolore: perché?

Molto spesso, l’eruzione dei denti del giudizio è accompagnata da sintomi dolorosi. Questo può essere provocato dalla mancanza di spazio necessario nell’arcata dentale per completare la loro crescita, provocando una pressione sui denti adiacenti e l’infiammazione dei tessuti circostanti. 

I sintomi relativi a questa fase sono:

  • Dolore ai denti adiacenti e alla mandibola o alla mascella
  • Arrossamento e gonfiore della gengiva
  • Difficoltà durante la masticazione e nell’apertura e chiusura della bocca
  • Mal di testa e febbre

 

Un altro motivo dei dolori nella zona dei terzi molari potrebbe essere la loro posizione. Infatti, la disposizione degli ottavi può ostacolare le manovre di igiene orale. In presenza dei denti del giudizio, è frequente non riuscire a passare, con facilità e in maniera corretta, spazzolino e filo interdentale. Questo crea un ambiente favorevole alla proliferazione e alla moltiplicazione per i batteri, provocando carie e infiammazione alle gengive.

Infine, anche gli ascessi possono provocare dolore durante la masticazione e una maggiore sensibilità dentinale ai cibi caldi e freddi. In caso di ascesso, il dolore è legato alla pressione che il pus esercita sui tessuti molli

Quando estrarre i denti del giudizio?

Non sempre i denti del giudizio hanno bisogno di essere estratti. Infatti, se sono ben allineati e non recano alcun tipo di problema, i terzi molari possono rimanere nella loro sede naturale.

Tuttavia, l’estrazione degli ottavi è indispensabile in alcune situazioni, come:

  • Dente parzialmente erotto: un dente erotto solo in parte può provocare delle infiammazioni al tessuto gengivale dovute all’accumulo di residui alimentari che causano dolore;
  • Inclusione totale: la permanenza dei denti all’interno dell’osso mandibolare o in quello mascellare può causare lo sviluppo di cisti che, a lungo andare, possono favorire infezioni o indebolire l’osso portante;
  • Crescita orizzontale: il dente del giudizio inclinato spinge sui secondi molari, provocando dolore durante la masticazione e favorisce la proliferazione di batteri nelle fessure gengivali che possono causare carie e pulpiti;
  • Problemi parodontali: l’accumulo di cibo può favorire il sorgere di problemi parodontali difficilmente trattabili al molare vicino. In questo caso, l’estrazione dell’ottavo agevola l’autodetersione e lo spazzolamento dei denti, migliorando la parodontite;
  • Iperdonzia: quando i terzi molari sono più di quattro;
  • Mancanza di spazio;
  • Denti del giudizio cariati, scheggiati o rotti.

Come funziona l’estrazione del dente del giudizio?

L’estrazione del terzo molare è una procedura ambulatoria che avviene a seguito di un’anestesia loco-regionale.

La difficoltà dell’intervento dipende dalla posizione e dal grado di eruzione del dente. In generale, si può affermare che esistono tre tipologie di avulsione:

  • Semplice: quando il dente da estrarre è allineato con gli altri denti;
  • In seminclusione: se il terzo molare è parzialmente visibile in arcata;
  • In occlusione ossea totale: quando il dente si trova all’interno dell’osso. In questo caso, bisogna prima esporre il dente e successivamente estrarlo intero o in frammenti.

 

In seguito all’estrazione, al paziente sarà invitato ad intrattenersi in sala d’attesa in modo da rispettare un tempo di osservazione.

Come comportarsi dopo l’estrazione?

A seguito dell’estrazione può verificarsi un leggero gonfiore e dolore che fanno parte del normale processo di guarigione e possono essere alleviati con antibiotici e antidolorifici.

Nei giorni successivi l’estrazione, è consigliato procedere con la normale igiene orale, facendo particolare attenzione nella zona dell’estrazione, e sciacquare delicatamente la bocca con collutori disinfettanti. Inoltre, è raccomandato consumare bevande e cibi tiepidi o freddi e prediligere cibi morbidi, evitando quelli che contengono semi.

È importante evitare di fumare e bere alcolici, utilizzare spazzolini elettrici o con setole dure per la pulizia dentale. Infine, è sconsigliato masticare chewing gum o caramelle gommose e praticare sport nei tre giorni successivi l’estrazione.

 

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Dott. Marco De Angelis

Dott. Marco De Angelis

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