Cos’è la recessione gengivale?

La recessione gengivale, comunemente definita anche ‘’gengive ritirate’’ è un problema dentale che si verifica quando si riscontrano dei cambiamenti legati all’esposizione della radice dentale che normalmente è coperta dalla gengiva.

Quando si parla di recessione delle gengive si indica uno spostamento del margine gengivale in senso opposto rispetto alla parte bianca che forma il dente.

Si tratta di una patologia che colpisce soprattutto coloro che hanno tessuti gengivali sottili, ma le cause possono essere di diversa natura.

Le principali conseguenze per il paziente sono di tipo estetico perchè i denti sembrano più lunghi. Oltre ad un fattore estetico, un problema riscontrato a causa dell’esposizione delle radici è legato all’ipersensibilità. Infatti il margine gengivale abbassato può indurre il dente ad essere maggiormente sensibile agli stimoli di caldo e freddo.

Quando, però, i sintomi non sono particolarmente evidenti, questa malattia viene spesso sottovalutata e diventa più difficile riconoscerla. Per fortuna un occhio più esperto come quello del dentista è in grado di  riconoscere i segnali e individuare il percorso migliore per la salute dentale di ogni paziente.

I sintomi:

La recessione gengivale è una patologia silente che si presenta in modo graduale. Questo fa si che sia difficile accorgersene preventivamente. Nello specifico i sintomi sono:

  • Arretramento della gengiva: chi accusa la recessione gengivale normalmente nota un allungarsi dei denti. Questo avviene perché la gengiva, ritirandosi, lascia maggior parte del dente scoperto e crea così un inestetismo nel sorriso. Lo spostamento della gengiva scopre quella parte del dente in cui la dentina, di tipico colore giallastro, è più vicina alla superficie. Accade così che sullo stesso dente si possono osservare due colori diversi: più bianco nella parte più lontana dalla radice dove lo strato di smalto è più spesso, e più giallo mano a mano che ci avviciniamo alla gengiva. Tutto ciò contribuisce a peggiorare ulteriormente l’estetica del sorriso.
  • Alito cattivo: un cattivo odore proveniente dalla bocca è tra i sintomi che possono risultare un campanello d’allarme della recessione gengivale.  L’alitosi è spesso dovuto all’accumulo di placca batterica nelle tasche gengivali a ridosso del dente. Gli accumuli di placca batterica, se non rimossi, possono diventare tartaro e intaccare la salute delle gengive, provocando infiammazioni, gonfiore e a volte recessione.
  • Sensibilità ai denti: l’ipersensibilità può essere un fattore decisivo nel determinare l’avanzamento della recessione gengivale. Una volta riscontrato il problema è bene rivolgersi subito al proprio dentista per poter individuare i motivi che si celano dietro.

Le cause:

La recessione gengivale può avere cause molteplici, generate da fenomeni infiammatori o fenomeni traumatici.

Quando la recessione è dovuta a fenomeni infiammatori è possibile riscontrare le cause in particolari patologie del cavo orale. Infatti la recessione gengivale può manifestarsi in pazienti affetti da malattia parodontale (nota anche come piorrea) come risposta difensiva dell’organismo. Il margine gengivale tende ad allontanarsi, a ritirarsi dai batteri che si accumulano sulla superficie dente.

Quando la recessione è invece dovuta a fenomeni traumatici è possibile indagare su eventi o azioni che hanno avuto conseguenze sulla bocca. Ad esempio a seguito di uno spazzolamento dei denti scorretto con movimenti in senso orizzontale oppure di onicofagia. In questi casi il fenomeno è spesso concentrato sui denti anteriori, ma può coinvolgere anche i denti posteriori.

Escludendo i casi in cui la recessione è sintomo di malattia parodontale, le gengive ritirate possono però essere trattate in modo risolutivo.

Complicazioni della recessione gengivale:

In linea generale è possibile riscontrare conseguenze lievi o gravi, come la mobilità dei denti, la parodontite e gli ascessi, con presenza di sangue e pus.

Grazie alla chirurgia muco gengivale si ha la possibilità di intervenire e far “ricrescere” le gengive. Esistono infatti diverse tecniche chirurgiche che permettono di riportare la gengiva nella sua posizione originaria. L’intervento consiste nel ripristinare la porzione di radice esposta e bloccarla in quella posizione, affinché guarisca e si stabilizzi nel tempo. Le tecniche chirurgiche possono avvalersi dell’uso di una porzione di tessuto prelevata dal palato, o di matrici in collagene, che aiuti la stabilizzazione della gengiva.

Queste tecniche sono efficaci e i risultati che si ottengono rimangono stabili nel tempo a condizione che il paziente mantenga una corretta tecnica di spazzolamento.

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