Quando e perché un impianto dentale non va a buon fine

Prima dell’implantologia

Prima di procedere all’implantologia dentale è importante sottoporsi ad una visita di controllo che determina l’attuale stato di salute della bocca. Se, infatti, l’inserimento dell’impianto dentale viene effettuato su una bocca perfettamente in salute ed è eseguito correttamente, non dovrebbero mai presentarsi problemi post impianto.

Per poter inserire un impianto, infatti, lo specialista va a valutare lo stato di salute del cavo orale, ricercando sintomi di parodontite e curando eventuali infiammazioni. Non solo salute della bocca ma anche tolleranza del paziente ai materiali usati durante l’implantologia. È questo un aspetto da non sottovalutare, ed è quindi necessario fare riferimento sempre a centri medici specialisti nell’implantologia dentale. 

Complicazioni dell’impianto dentale

Tanto quanto precedentemente premesso è perché spesso si tende ad associare i problemi post implantologia al materiale in cui è stato realizzato, ma in realtà non è così. Il titanio chirurgico con cui è composto è biocompatibile, e proprio per questo motivo, i casi di fallimento devono essere indagati dal proprio dentista di fiducia insieme ad un implantologo. Ma se i materiali sono sicuri e l’impianto dentale è stato installato in un centro medico ma nonostante tutto la protesi viene rigettata, bisogna indagare ulteriormente.

Sono molti i fattori che possono determinare complicazioni. I sintomi principali di un possibile fallimento dell’impianto dentale possono essere:

  1. gonfiore, dolore e sanguinamento intorno all’impianto dentale. Le possibili cause di queste sintomi sono principalmente causati dalla placca batterica e da una scarsa igiene orale.
  2. sapore metallico: Questo è dovuto a causa della presenza di sangue all’interno della bocca che causa il sapore ferroso nella saliva.
  3. mobilità dell’impianto.

Le cause del fallimento dell’impianto dentale

Le cause che comportano un fallimento dell’impianto dentale si dividono essenzialmente in due tipi: quelle di breve periodo e quelle di lungo periodo.
Se un impianto fallisce nel giro di un mese dall’intervento significa che il processo fondamentale di osteointegrazione dell’impianto non ha avuto luogo correttamente. Questo può essere dovuto a diverse concause come l’apertura del lembo suturato durante il posizionamento dell’impianto; la presenza di una malattia infiammatoria dei tessuti molli adiacenti all’impianto; mobilità dell’impianto durante la fase di guarigione e presenza di patologie pregresse o cattive abitudini come il fumo o l’assunzione di alcool.

Può capitare anche che a distanza di qualche anno dall’intervento chirurgico si possano avere dei problemi legati ad un impianto dentale. Nonostante il fatto che l’osteointegrazione sia avvenuta con successo, è possibile che alcuni fattori causino dei problemi all’impianto: tabagismo, complicanze dovute al diabete; obesità; radioterapia; bruxismo e scarsa igiene orale e conseguente presenza di malattie infiammatorie.

Il nostro consiglio DENS:

Ricorrere all’inserimento di un impianto dentale è un’ottima soluzione su cui fare affidamento quando le patologie del cavo orale hanno portato alla perdita di uno o più denti. Gli impianti dentali possono durare per tutta la vita, ma solo se curati nella maniera corretta. È necessario seguire uno stile di vita sano e prendersi cura della propria protesi implantare con un’attenta pulizia quotidiana. È inoltre fondamentale monitorare la salute della bocca e dell’impianto con delle visite periodiche presso il proprio dentista di fiducia.

Dott. Marco De Angelis

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