Implantologia dentale: facciamo chiarezza!

impianti dentali milano

Non è raro che i pazienti si sentano dire che l’unica soluzione possibile a problemi di edentulia sia ricorrere alle protesi mobili perché risultano non idonei ad interventi di implantologia a causa di patologie o condizioni fisiologiche controindicate.

Possiamo affermare che questo, nella stragrande maggioranza dei casi, non è vero. Anche in presenza di patologie che rendono il paziente non idoneo nell’immediato a ricorrere all’impianto, gli specialisti DENS valutano se e come creare le condizioni ottimali per poter effettuare l’intervento in modo efficace. Motivo per cui è estremamente consigliato richiedere un consulto a centri specializzati in implantologia avanzata.

Analizziamo alcune delle situazioni più comuni in cui il paziente si sente dire, erroneamente, che non è idoneo all’impianto dentale e che l’unica soluzione consiste nelle protesi mobili.

“Mi dispiace, lei non ha spessore osseo sufficiente, quindi non si può mettere l’impianto.” 

FALSO

Esistono tecniche che consentono di effettuare interventi di implantologia in qualunque situazione, a prescindere dalla quantità di osso è già presente nel paziente.

Può capitare, certo, che l’osso del paziente non abbia sufficiente spessore o che sia di scarsa qualità, condizione, quest’ultima, che si verifica di frequente in chi è affetto da osteoporosi.

In questi casi, si può ricorrere a tecniche ricostruttive, sempre più raffinate e sempre meno invasive, che permettono di ricostruire o rigenerare l’osso del paziente.

Talvolta, invece, il problema può essere risolto grazie all’utilizzo di impianti più corti, inclinati o zigomatici, ideati proprio per sfruttare l’osso residuo senza bisogno di doverlo ricostruire.

“Mi dispiace, se soffre di diabete, l’unica soluzione per lei sono le protesi mobili.” 

FALSO

Il diabete non rappresenta una controindicazione definitiva all’implantologia: infatti, se il disturbo è tenuto sotto controllo e il paziente segue una terapia farmacologica che mantiene i livelli di glicemia entro i limiti consentiti, la soluzione dell’impianto dentale risulta praticabile.

L’unica reale controindicazione, quindi, non è il diabete in sé ma il diabete non controllato: a ciò, però, si può porre rimedio con l’inizio di una terapia farmacologica atta a compensare la patologia, in modo che il paziente risulti idoneo all’intervento di implantologia.

Quando è davvero controindicata l’implantologia?

Analizziamo tre situazioni nelle quali la soluzione dell’impianto dentale è a tutti gli effetti impraticabile.

Il Ministero della Salute indica le prime due:

1. Crescita ossea incompleta: ciò significa che non è possibile applicare impianti dentali su pazienti minorenni la cui crescita ossea non è ancora arrivata a completa maturazione.

2. Situazioni di salute generale talmente gravi che controindicano ogni intervento non urgente.

Si fa riferimento, in questo ultimo caso, a malati oncologici o a quei pazienti che presentano condizioni talmente gravi che sostituire i denti mancanti non rappresenta per loro una priorità. Su questi pazienti, inoltre, è sconsigliato qualsiasi tipo di intervento chirurgico non essenziale.

La terza e ultima condizione che pregiudica l’idoneità del soggetto all’applicazione degli impianti dentali è decretata dalla letteratura scientifica e indica:

3. Pazienti oncologici in cura con farmaci bifosfonati per via endovenosa: chi prende questo genere di farmaci, solitamente, presenta casi di metastasi ossee e potrebbe facilmente rientrare nella seconda categoria di pazienti non idonei indicata dal Ministero della Salute.

Tutte le altre situazioni, possono considerarsi controindicazioni relative e non impediscono in alcun modo l’applicazione degli impianti dentali: tutt’al più, richiedono l’attuazione di specifici protocolli e di maggiori cautele rispetto ad un intervento su un paziente che gode di buona salute.

Per concludere – e per onestà intellettuale – vogliamo ricordare che, per quanto l’implantologia sia tra le soluzioni più efficaci e sicure per sostituire denti mancanti o irrimediabilmente compromessi, non è consigliabile – per nessun motivo – farsi estrarre dei denti sani al fine di sostituirli con un impianto.

“Ha ancora qualche dente sano ma le conviene toglierlo e mettere l’impianto, così non ci pensa più.” 

NIENTE DI PIÙ FALSO

Gli impianti dentali sono, certamente, una soluzione eccezionale per sopperire alla mancanza dei denti ma non corrisponde al vero l’affermazione secondo cui una volta messo l’impianto “ci si toglie il pensiero”.

Gli impianti, infatti, vanno curati come se fossero denti veri perché, esattamente come questi ultimi, possono sviluppare problematiche e complicazioni. L’unica differenza rispetto ai denti naturali, infatti, è che quelli impiantati non possono cariarsi ma per il resto sono suscettibili, se non curati, ad infezioni e infiammazioni alla stregua dei denti normali.

Ricordiamoci sempre che i denti sono fatti per durare, anche tutta la vita. Se abbiamo dei denti sani o non compromessi, quindi, basterà prendersene cura in modo corretto e continueranno a svolgere egregiamente la loro funzione.

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Dott. Marco De Angelis

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